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Mondiale di MTB: un’esperienza che insegna come vincere le sfide

Mondiale di MTB: un’esperienza che insegna come vincere le sfide

L’anno scorso ho fatto parte del team che ha curato la comunicazione social del Mondiale MTB Marathon e della 3epic che si sono tenuti ad Auronzo di Cadore il 15 e il 16 settembre 2018. Non era la prima volta che mi occupavo della comunicazione durante un evento: in passato sono stata addetta stampa per la Fiera di Vicenza. Però era la prima volta che mi occupavo di un evento sportivo (un mondiale, peraltro). Ed era la prima volta che incontravo le persone con cui avrei lavorato.

Tutto questo non mi ha spaventato. Beh sì, ero un po’ agitata, ma non in senso negativo. Mi sentivo elettrizzata e pronta a fare del mio meglio. Un po’ come gli atleti che sulle loro bici aspettavano di partire quella fresca mattina di metà settembre.

Davanti alla linea di partenza la competizione si poteva vedere e ascoltare. I piedi sui pedali fremevano, gli sguardi erano fissi sulla prima parte di percorso e la mente era già alla prima salita. Il silenzio prima del via parlava, raccontava le storie di oltre 200 atleti.

E se in gara la competizione è stato il motore che ha spinto le gambe dei ciclisti a non mollare mai, in sala stampa il gioco di squadra è stato fondamentale. Ci siamo conosciuti il venerdì e il sabato e la domenica eravamo già perfetta sintonia. Ognuno ha portato le sue competenze e le ha messe a disposizione degli altri per fare un ottimo lavoro.

Certo, come in tutte i grandi eventi, non sono mancate le difficoltà. Gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo ma se capitano durante la diretta Twitter bisogna gestirli subito e al meglio. E poi il tempo: in pochi secondi bisogna capire cosa scrivere, come scriverlo e pubblicare il tutto senza errori. È difficile, ma non mi sono mai lamentata: è il mio lavoro, mi piace e ho colto la sfida con ottimismo.

In quei tre giorni ad Auronzo ho lavorato tantissimo ma mi sono anche divertita ed emozionata. Ed è così che si lavora bene e meglio. Ho conosciuto persone competenti, organizzate e simpatiche che hanno reso il tutto un po’ più facile. E poi ho imparato che bisogna crederci sempre perché solo così puoi raggiungere i tuoi obiettivi, sia che tu voglia crescere facendo una nuova esperienza, sia che tu voglia vincere un mondiale con un percorso lungo 102 km e con un dislivello di 4.200 metri.